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Diario dell'informatico seduttore

Per argomenti NON informatici: amici, hobby, amore, lavoro, studio, vacanze, TV, ecc.

Moderatori: RebelYell, kaboom

Diario dell'informatico seduttore

Messaggiodi Kubu » 11 lug 2004, 22:38

Trovato su usenet :ciao:
DIARIO DELL'INFORMATICO SEDUTTORE


Da qualche tempo sentivo come un bisogno insoddisfatto. Non ero certo di
cosa fosse, era come una strana sensazione alla bocca dello stomaco e al
basso ventre. Come la mancanza di qualche cosa di tenero.
Ho provato ad affrontarlo nei soliti modi: ho installato una nuova scheda
video con 512MByte di VRAM a uno zillione di MegaHertz. Disegna in un
secondo più poligoni di quanti ne immaginasse in un'ora un'intera comune di
hippie sotto acido negli anni '60.
Eppure, niente da fare. Il bisogno era ancora lì. Come se non fosse stata
QUELLA la morbidezza di cui avevo bisogno. Ma cosa si può volere di più che
uno zillione di poligoni?
Mi misi a partizionare l'hard-disk e a provate nuove distribuzioni di
GNU/Linux, un'attività che dà grandi soddisfazioni.
Ne ho installate 25, tra cui Red Flag Linux, la distribuzione del governo
cinese. Ha lascia to alcuni effetti collaterali: ora all'avvio il
computer, invece che -BIP-, fa una breve versione de L'internazionale in
cantonese. Ho provato anche Crescent Moon Linux, la distribuzione di A1
Qaeda, ma ho lasciato perdere alla selezione della partizione di root: il
puntatore era un piccolo aereo, la selezione un piccolo grattacielo che
prendeva fuoco. Mi è sembrato un po' eccessivo; ma soprattutto, non c'era
l'opzione per un installer testuale, cosa davvero grave.
Niente da fare: il bisogno alla bocca dello stomaco era rimasto, nonostante
le 25 distribuzioni.
Ho formattato e reinstallato Windows, erano 3 giorni che non lo facevo e
cominciava ad essere instabile: nessun risultato utile per la mia
situazione, ma ora ci mette 7 secondi in meno a riavviare.
Solita sensazione alla bocca dello stomaco.
Ho cercato su motori di ricerca, mailing list e newsgroup
(alt.mouth.of.the.stomach.various), ho anche consultato un paio di GNU/Linux
HowTo a caso, per cui ora saprei usare Samba per condividere una vasca di
pesci rossi usando segnali di fumo come canale wireless. Chissà, può sempre
tornare utile.
Ma di soluzioni per questa sensazione di bisgno nessuna. Niente, nix, nada,
nothing.


IN VISTA DI UNA SVOLTA

Alla fine ho fatto ciò che ogni informatica che si rispetti fa solo quando è
VERAMENTE alla frutta: ho chiesto ad un amico.
Aldo è un amico davvero stretto: a volte mi chiama anche se non ha un
problema con il sistema operativo. Ed ogni tanto parliamo anche di cose che
non hanno a che fare con il computer. Non che ci sia molto da dire, ma ci
provo perché sembra fargli piacere.
Qualche tempo fa, per esempio, mi diceva della sua bicicletta nuova. Gli ho
chiesto se ci girava Linux e lui mi ha guardato strano; però ci ho provato.
Comunque, ho chiesto ad Aldo.
Ci ha pensato un po' sopra, poi con una mano sulla spalla e guardandomi
fisso negli occhi, mi ha detto:
"Secondo me tu hai bisogno di una donna".
Una donna! Normalmente mi sarei messo a ridere, avrei dichiarato che ho
bisogno di una donna quanto ho bisogno di una memoria USB a forma di papero
o di un Hub USB a forma di Godzilla. Però dentro di me, da qualche parte,
sentivo che poteva avere ragione: che forse era quella la mancanza che
avvertivo. Dopo tutto, io POSSIEDO una memoria USB a forma di papero (USB
2.0, 256 Mega, si illumina quando si trasferiscono i dati:
http://www.thinkgeek.com/GADGETS/electronic/6a29 ed anche un Hub USB a forma
di Godzilla http://www.charismac.com/Products/firedino/
Forse tutto ciò significa qualche cosa.
Forse ho cercato di sublimare delle carenze di affetto (eppure, chi puo'
resistere a un Hub USB a forma di Godzilla? Chi??).
Forse ho davvero bisogno di una donna, perché da un po' cambiare i temi di
KDE, gli zillioni di poligoni e raggiungere I'HI-SCORE mondiale di X-Bill
non mi entusiasma come una volta.

Una donna. Sono corso a documentarmi, ed ho scoperto che:
- le donne sono la parte femminile dell'essere umano, essenziali per la
riproduzione;
- non sono programmabili ad oggetti, anzi si arrabbiano moltissimo se
trattate come tali;
- contraddittoriamente, con loro è necessario usare metodi particolari, tali
metodi non sono però documentati in nessun manuale di API: cercando "female
handling howto" non si trova nulla di adatto a minorenni;
- preferiscono argomenti di conversazione su abbigliamento, profumi e cose
carine (cosa può esserci di più carino dell'Hub a forma di Godzilla? Gli
diventa rossa la bocca quando è connesso!);
- si incontrano FUORI, a meno che non ce ne sia già una in casa, per cui
parte dei problemi sarebbero già risolti (e ne nascerebbero altri). A meno
che non sia una "sorella" o una "madre", che non fanno al caso nostro
-gli informatici non hanno successo con le "donne". Strano: IO non ho mai
provato a gareggiare con loro, non capisco come sia possibile sapere che non
avrei successo.


AZIONE

Armato di tali conoscenze ho deciso di andare dove nessun informatico è mai
andato prima: a cercarmi una donna.
Seguono le mie osservazioni.

Giorno 1: uscito in strada, visto varie donne in giro. Trovarne una non
sembra poi così difficile.Ne ho avvicinata una che, però, mi ha guardato con
gli occhi sbarrati e si è allontanata affrettando il passo. Ho provato con
un'altra, è successa la stessa cosa.Alla decima donna ho deciso di capire
cosa c'è che non va in loro. Proverò a chiedere ad Aldo

Giorno 2: dice Aldo che dovrei vestimi in modo decente, farmi una doccia e
lavarmi i denti. Gli ho fatto notare che ero perfettamente vestito (sandali,
calzini verdi, pantaloncini corti, maglietta della Debian, vestaglia da
casa), infatti non avevo preso freddo e non ero stato arrestato per atti
osceni in luogo pubblico (mi è successo un paio di volte, poi ho imparato
che è meglio non avere organi genitali a penzoloni). Gli ho anche ricordato
che mi ero già fatto la mia doccia mensile, nonché il mio lavaggio di denti.
Dice che non basta.
Cominciano a sembrarmi un po' esigenti, queste donne.

Giorno 3: lavato e vestito seguendo i consigli di Aldo: scarpe, calzini
scuri, jeans lunghi senza macchie, maglietta grigia, camicia senza loghi: è
incredibile che ce ne fosse una in casa, doveva essere del mio povero nonno.
Non mi sento per niente comodo ma sono riuscito ad avvicinare alcune donne
senza che fuggissero.
Probabilmente il più è fatto.
Alla prima ho detto: "vuoi venire a vedere il mio computer? È un SMP a
quattro vie, 2 Giga di RAM, ricompila il kernel di Linux in dieci minuti e
fa uno zillione di poligoni al secondo". Lei mi ha guardato stupita, ha
detto "I don't speak English" e si è allontanata. Tutte io quelle strane le
trovo.
Anche la seconda ha fatto così. Pure la terza. Devo cambiare tattica. Aldo
consiglia di non essere troppo monotono con gli argomenti, di parlare anche
dei miei successi personali.

Giorno 4: sempre lavato e vestito (ma non farà male, tutto questo sapone.),
ho provato con "lo sai che Linus Torvalds ha risposto per mail alla rata
proposta di un nuovo modulo per il kernel?"; ma non ho avuto successo.
Aldo consiglia di essere più giocoso.

Giorno 5: "Ieri a Ultima On-Line ho sconfitto il chierico nero di Asvalon in
uno scontro all'ultimo sangue, quasi mi batteva quando il suo minotauro
mannaro non-morto ha fatto il respawn, ma l'ho sorpreso con una pioggia di
meteore urlanti: non ha avuto scampo", niente anche questa volta.
Il mistero si fa più fitto.
Dice Aldo che per strada è di solito più difficile: dovrei provare in un
locale.

Giorno 6: mi sono recato nel locale che conosco meglio: ho avvicinato una
donna al Computer Discount, stava guardando le stampanti e le ho spiegato i
vantaggi dei modelli a cartucce ricaricabili.
Sembrava interessata, però quando le ho proposto di venire a vedere come si
faceva a casa mia ha detto "no, grazie".

Giorno 7: questa volta nel settore masterizzatori: l'ho illuminata sulla
differenza tra DVD-RW e DVD+RW. Lei mi ha guardato decisamente riconoscente,
ed ho capito che era fatta. Le ho proposto di venire a vedere come
funzionavano i vari formati sui miei 6 diversi lettori DVD, di cui uno solo
ed unicamente per gli Anime in giapponese: ha esitato, ma poi ha detto di
sì.
Stranamente, una volta a casa mia, si è portata la mano alla bocca, si è
girata e è fuggita urlando qualcosa che, a causa della mano, non ho capito
bene; credo "oiiioo checcchioooo", non ne sono certo.
Aldo dice che, prima di portare una donna a casa mia, dovrei eseguire alcuni
riti chiamati "riordinare", "pulire" e anche, pare, "lavare la biancheria
sporca che comincia a mostrare segni di colture verdastre".
Non so: io mi ci trovo bene, non capisco.
Ad alcune mutande sul pavimento mi ci sono affezionato, si muovono e mi
salutano quando passo.

Giorno 10: la pulizia ha richiesto più tempo del previsto. Alla fine sono
riuscito a sistemare tutto, peccato aver dovuto usare il lanciafiamme. Sono
sicuro che nel giro di qualche giorno l'odore di napalm se ne andrà.
Aldo dice che verrà a trovarmi per vedere come va. Per ora continuo con le
esplorazioni dell'universo donna. Dice Aldo che con locale intendeva un
locale notturno.
Sono andato in un pub, ho bevuto una birra e ho avvicinato una donna che mi
aveva sorriso (credo che il mio inciampare su di un gradino per poi sbattere
la fronte sul bancone abbia contribuito, ma noi seduttori non ci
preoccupiamo dell'origine delle occasioni che ci si presentano, ci limitiamo
a sfruttarle). Vicino al suo tavolo c'era una confezione di ForzaQuattro. Le
ho proposto una partita: l'illusa ha accettato. Ho così dimostrato la
falsità delle illazioni sull'insuccesso degli informatici con le donne: ho
vinto tre volte di seguito.
Poi le ho svelato il mio segreto: a ForzaQuattro non mi si batte. Le ho
parlato alcune ore della mia abilità, di come sono invincibile, imbattibile,
immarcescibile; lei ascoltava molto colpita, ma stranamente rifiutava di
giocare ancora. Poi si è coperta il viso con un cuscino e ha finto di
dormire: chiaro segno di interesse. Così le ho raccontato delle mie ultime
23 partite al torneo intercontinentale.
Per qualche ragione non è voluta venire a vedere i miei 10 modelli diversi
di ForzaQuattro.

Giorno 12: ieri ho riprovato con la mia abilità a ForzaQuattro, con il mio
computer e con le mie gesta nei giochi di ruolo: incredibile, non ho avuto
successo nemmeno questa volta. Queste donne sembrano proprio aliene: si
interessano solo di chi parla di cose inutili.
Questa sera, però, è venuto Aldo a trovarmi, era diverso dal solito. Avrei
dovuto accorgermene subito. Le calze a rete mi avrebbero dovuto mettere
sulla buona strada.
Anche i tacchi a spillo. Se non altro, la scollatura e quello che c'era
dietro alla scollatura. Ma ero distratto.
L'ho fatto entrare, si è guardato attorno ed ha detto "carino, meglio
dell'altra volta. Credevo però che tu avessi una carta da parati verde".
"Era muffa" ho risposto.
"Volevo chiederti che fine avevano fatto i rilievi floreali in bagno, ma
forse è meglio di no" ha aggiunto.
Si è avvicinato. A quel punto ho notato qualcosa. Forse la scollatura. O il
rossetto: decisamente devo aver notato il rossetto. O i capelli. Forse il
profumo muschiato. Insomma, qualche cosa ho notato, mi sono accorto che Aldo
era diverso dal solito. Che mi guardava in modo diverso dal solito.
"Non mi chiamo Aldo" ha detto Aldo non-Aldo, fissandomi negli occhi. Anche
io provavo a fissarlo negli occhi, giuro: ma c'erano tante cose che stavo
notando in quel momento. Soprattutto due. Dietro la scollatura.
"Mi chiamo Katia, ho finto di essere Aldo per tutti questi anni perché stavo
scrivendo un libro sulla comunità informatica italiana: volevo vedervi al
naturale. Se mi fossi presentata come donna, mi avreste trattata
diversamente"
"." ho ribattuto prontamente, e con il mio solito spirito ho aggiunto:
"...".
"Ma ora basta. Ho consegnato il libro, non devo più mentire: soprattutto a
te.
"...!" ho risposto. Colpita, Katia ha sorriso e ha detto: "Baciami,
stupido!"

Giorno 13: Katia mi ha fatto buttare l'Hub a forma di Godzilla, ma non
importa: tra di noi va bene e non sento più quella sensazione allo stomaco.
Ho dimostrato così che anche un informatico può sedurre una donna, basta che
sia una scrittrice che si finge un uomo per documentare un libro sulla
comunità h4ck3r.
Buona fortuna a tutti i lettori.

(Tratto da H&C, scritto da Aliosha)
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Messaggiodi RebelYell » 11 lug 2004, 23:27

Bellissimo.
Mitiko kub...
:ciao:
Rebel Yell

Non so quello che voglio, ma so come ottenerlo.

Non l'ho scaricato, me l'ha portato la fatina dei files.

rebelyellmail@gmail.com
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Messaggiodi Mark-77 » 12 lug 2004, 09:12

:eek: :eek: :eek: :eek:

:ciao:
"C'è un momento,tra la notte e il giorno,
che non è nè notte nè giorno.
Quello, è un momento di AbacadA..."

Buon viaggio, capitano!
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Messaggiodi darkbasic » 12 lug 2004, 11:27

:roftl: :roftl: :roftl:

Bellissimo!
AMD Athlon 64 3500+ (cooled by Zalman CNPS 7700 Al/Cu) | DFI Lan Party nF4 SLI-D | 2 x 512Mb PC3200 Kingmax Color TinyBGA | Galaxy 6600 GT | Enermax NoiseTaker 600W | Hyundai L90D+ | Maxtor 120 + 160 GB | Nec ND3520 | Plextor 24/10/40A | Case Stacker rev.2 | APC Back-UPS RS 800 | Logitech G7 + Icemat v.2 white
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Computers are like air conditioners: they stop working properly when you open Windows...

Coltiva Linux, Windows si pianta da solo.

God is real, unless declared integer.

Usi SuSE? Sei proprio un novellino...


E' tempo, per lo stand-alone, di morire...
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Messaggiodi lordmark » 12 lug 2004, 12:42

:lol: :lol: :lol:

Kubu, stupenda.


sempre da usenet:

Caro diario, giorno 1
---------------------
Oggi ho deciso di installare Linux. Non si può essere un vero h4ck3r
se non si usa Linux, e io voglio essere un vero h4ck3r. Soprattutto
per far colpo sulle ragazze. Ho chiesto a quelli che conoscevo ed ho
scoperto che Giovanni usa Linux; stranamente ha gli occhiali spessi, è
sovrappeso, non si lava molto, non si rade e non conosce nessuna
ragazza. Mi aspettavo qualcuno di più figo, con gli occhiali scuri
anche al chiuso e il trench di pelle. Probabilmente si traveste per
non dare nell'occhio. Una doppia vita! Che cosa emozionante diventare
un h4ck3r. Mi ha consigliato la Debian dicendo che è la "distruzione
di Linux" per veri duri. Io sono un duro. Uso il computer da quando
ero piccolo; sempre Macintosh, ma quando uno sa usare un computer, li
sa usare tutti! Pensa: l'h4ck3r di "Indipendence Day" entrava nel
sistema operativo di una nave aliena: figata! Chissà perché si chiama
"distruzione di Linux". Dovrò chiedere. Che nome da duro!


Caro diario, giorno 2
---------------------
Giovanni mi ha spiegato oggi che la Debian è una DIS-TRI-BU-ZIO-NE di
GNU/Linux. Non distruzione. Dice che è molto importante che si dica
GNU/Linux, se si dice solo Linux la Microsoft (che dovrei scrivere
Micro$oft o Microsuck, non so perché) prenderà il controllo del
pianeta, provocherà l'Apocalisse, spegnerà il sole, farà piangere Gesù
Bambino e impedirà che ci siano giochi recenti per GNU/Linux. In
questo ordine (di importanza). Giovanni dice che GNU vuoi dire "GNU
Non è Unix", però Linux è Unix e Giovanni dice che è da queste
contraddizioni apparenti che si capisce chi è un vero h4ck3r. Tutti
gli altri sono dei perdenti che si meritano che un Virus spedisca alla
nonna pezzi di E-Mail pornografiche scambiate con la morosa. Io non
posso essere un perdente perché mia nonna è quadriplegica e non sa
usare il computer; oltre tutto, non ho mai avuto la morosa, anche se
ho scritto dei racconti un po' spinti su Kaori della pubblicità del
Philadelphia. Sto già diventando un vero h4ck3r.


Caro diario, giorno 3
---------------------
Ho smesso di fare domande a Giovanni, perché il suo travestimento da
non-figo puzza davvero tanto e non riesco a concentrarmi trattenendo
il fiato. Chissà dove si procura il suo "odore di ascella non lavata
da quindici giorni", è DAVVERO realistico. Un altro segreto h4ck3r,
immagino. Ho comprato una rivista con i CD della Debian. Da questa
notte il mondo sarà mio: devo solo installarla, poi sarò un vero
h4ck3r. Nella rivista non ci sono donnine nude: un vero h4ck3r si
eccita con le immagini dei computer nudi (smontati), o con il "codice
sorgente". Ci ho provato, ma ho ancora molto da imparare.


Caro diario, giorno 4
---------------------
Non trovo setup.exe nel CD. Sarà rovinato. Domani lo vado a cambiare.


Caro diario, giorno 5
---------------------
Non c'è il setup.exe! E' tutto molto semplice: si inserisce il CD a
computer spento, si seleziona da BIOS di boot-are (un modo di dire
inglese che vuoi dire "stivalare", ah! gergo h4ck3r!) da CD, e si
installa. Facilissimo. Ci ho messo solo 3 ore a capirlo. Ora devo solo
scoprire come invocare il BIOS.


Caro diario, giorno 7
---------------------
Sono fortunato! Il BIOS nel mio computer si invoca semplicemente
premendo i tasti
CTRL-ALT-SHIFT-CANC-Q-W-E-R-T-Y-1-2-3-4-5
contemporaneamente nei 4 microsecondi in cui avviene il check della
memoria. Pensa che nel computer di uno che conosco è possibile
invocarlo solo nelle notti di luna nuova, dopo la mezzanotte, se si
rimane all'interno d'un pentagramma tracciato per terra col sangue
d'un gallo nero. E' destino che io diventi un h4ck3r.


Caro diario, giorno 8
---------------------
Sto installando. Ho aspettato 4 ore che comparisse la schermata
grafica, ma continuo solo a vedere delle scritte. E non compare la
freccetta del mouse. Devo chiedere.


Caro diario, giorno 9
---------------------
Le scritte andavano lette! Pensa come sono furbi questi h4ck3r,
nessuno può usare il LORO GNU/Linux se non sa che le scritte vanno
lette. E' un po' come una società segreta.


Caro diario, giorno 10
----------------------
Ieri mentre installavo mi è stato chiesto di "partizionare
l'hard-disk". Ho spinto OK quattro o cinque volte e sono andato
avanti. Cosa sono i moduli del kernel? Non so, ne ho scelti alcuni a
caso.


Caro diario, giorno 11
----------------------
In solo una settimana ho fatto partire il sistema. Pare che io abbia
cancellato tutto quello che c'era sull'hard disk quando lo ho
partizionato, ma non è grave: c'erano solo le mie mail personali degli
ultimi 3 anni con tutti gli indirizzi (quando sarò un h4ck3r famoso,
si rifaranno vivi tutti) e la copia digitale della dimostrazione
dell'ultimo teorema di Fermat che avevo trovato in soffitta della
nonna, dopo che è morta (non sono andato al funerale perché stavo
installando). Poco male: diventerò un h4ck3r, ed ho la copia cartacea.
Non faccio una doccia da quando ho cominciato, ho la barba un po'
lunga e sto solo mangiando pizza e hamburger. Però sto bene.


Caro diario, giorno 12
----------------------
I moduli del kernel non andavano scelti a caso. Pare che io abbia
fatto qualcosa che non va riguardo al modulo per la scheda grafica. Il
monitor è esploso. Poco male: ne ho un altro. Nell'incendio è bruciata
la copia cartacea della dimostrazione dell'ultimo teorema di Fermat.
Non importa, non trattava di Linux. Le mie ferite guariranno in un
mese, nessuno farà caso alle cicatrici quando sarò un h4ck3r figo. Ho
messo su 4 chili: smaltirò poi, ora non ho tempo.


Caro diario, giorno 14
----------------------
Ho passato due giorni a scegliere quali programmi installare: l'elenco
ne comprende 6739, con nomi di solito senza vocali come ed, amb,
brlscnb e mvf fncl; di questi, 1356 sono editor di testo! Pare che
servano tutti: gli h4ck3r ne sanno una più del diavolo!


Caro diario, giorno 15
----------------------
XF86Config ne sa MOLTE più del diavolo. O forse serve ad evocare il
diavolo stesso, non ho capito bene.


Caro diario, giorno 20
----------------------
Finalmente il computer funziona. Meno di tre settimane per sistemarlo:
un record di velocità. Ho dovuto saltare le docce per risparmiare
tempo, ma non ne ho risentito. Certo, non funziona l'audio, la grafica
non va a più di 16 colori a 640*480, il masterizzatore non dà segni di
vita e il cursore si teletrasporta da un angolo all'altro dello
schermo: ma è proprio dalla capacità di affrontare questi piccoli
disagi che si vede il vero h4ck3r. Ora mi connetterò a Internet. Mi
hanno detto che gli altri h4ck3r sono sempre molto disponibili verso
chi vuole imparare. Sono passati i vicini a chiedere dove era il
cadavere.
"Quale cadavere" ho chiesto io.
"C'è odore di cadavere in decomposizione" hanno risposto.
Non capisco. Non sento nessun odore: saranno impazziti? In effetti mi
lanciavano delle occhiate poco rassicuranti.


Caro diario, giorno 21
----------------------
Oggi ho provato a connettermi a Internet. Ho un WinModem. Questo è
MALE.


Caro diario, giorno 22
----------------------
Oggi ho provato a connettermi a Internet. Qualche cosa è andato
storto, dal nuovo modem vengono rumori strani e un po' irati.


Caro diario, giorno 23
----------------------
I rumori strani erano la voce di un cambogiano che rispondeva alle
telefonate. Pare che il suo numero di telefono sia quello usato di
default per la connessione a Internet. Ha detto che, se voglio, mi
legge ad alta voce il giornale, così mi sento nell'autostrada
dell'informazione. Per ora ho declinato. Si chiama Chea Vichea.


Caro diario, giorno 24
----------------------
Mi sono connesso! Fino a che non esco dal pentagramma di sangue di
gallo nero, tutto funziona a meraviglia! Mi chiedo cosa succederà
all'alba. Sento degli strani rumori provenire dalla cantina.


Caro diario, giorno 25
----------------------
Ho mandato delle mail su Internet chiedendo aiuto per capire meglio.
Ho scritto sulla mailing list Kernel Dev, mi sembra il posto migliore
per trovare degli esperti.


Caro diario, giorno 26
----------------------
Chi è RTFM? E quando comincerà ad aiutami?


Caro diario, giorno 31 (o forse 52)
-----------------------------------
Sono stato multato. Pare che sia vietato bruciare i computer in
terrazzo. Ho detto che dopo tutto era Capodanno, ma mi hanno spiegato
che Capodanno è stato tre settimane fa: devo aver perso il conto dei
giorni. Ora che ho eliminato il computer, sto molto meglio.
Dopo la terza doccia ho sentito i miei vicini di casa urlare "era ora
che riparassero quel tombino, l'aria era proprio irrespirabile!". Ho
comprato un machete per tagliarmi la barba, fino ad ora ho rotto tre
rasoi. Domani parto per la Cambogia, ho ritelefonato a Chea Vichea. Mi
ha trovato un lavoro come bracciante nelle risaie. Non vedo l'ora di
cominciare: ha detto che il computer più vicino è a 5km dal suo
villaggio. Basterà?
E' bello doppo il morire vivere anchora.
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Messaggiodi Kubu » 12 lug 2004, 13:50

lordmark ha scritto:sempre da usenet:
:-o Diavolo di un lordmark! L'avevo letta ieri e stavo per postarla :testata: mi hai fregato di pochi minuti :grin:
Comunque un bel raccontino :hihihi: per Bollino :razz:
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Messaggiodi lordmark » 12 lug 2004, 14:08

Kubu, :oops: mi era arrivata ancora in aprile tramite la mailing list di un lug.

:prrr:
E' bello doppo il morire vivere anchora.
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IL SISTEMISTA LINUX

Messaggiodi Kubu » 29 lug 2004, 14:01

Michele Sciabarrà ha scritto:Le caratteristiche
Il sistemista Linux si è adattato nel corso degli anni a vivere in un ambiente difficile, impervio, nel quale è perfettamente integrato. Il sistemista Linux infatti vive su hardware obsoleto e lento, ma che è capace di rendere efficiente e soddisfare la sua fonte primaria di cibo, il "datore di lavoro". La sua attitudine è quella di allignare su macchine di cinque o dieci anni, con pochi mega di ram, ottimizzando uno a uno i servizi in esecuzione e riducendo l'occupazione di memoria e lo spazio disco perche funzionino senza frullare (troppo).

Naturalmente il sistemista Linux ha dovuto subire una serie di trasformazioni evolutive per riuscire in queste straordinarie imprese, e ha sviluppato una serie di adattamenti che lo distinguono dalle specie a lui vicine, ovvero i suoi cugini sistemista Windows e sistemista AS/400.

Innanzitutto ha sviluppato una resistenza incredibile alla più naturale delle intemperie della natura, la mancanza di budget. Dove il sistemista Windows sopravvive appena, con ampio uso di w4r3z e serialz, e il sistemista AS/400 soccombe quasi all'istante per asfissia, il sistemista Linux riesce a cacciare e a portare al datore di lavoro database, mail server, e perfino applicazioni web, muovendosi nelle impervie montagne open source. I suoi cugini riescono a stento a a trovare qualche utility nelle colline shareware.

Le prede dei cugini sono accettate dal datore di lavoro perché solitamente non le pagano. Il datore di lavoro si è infatti abituato a cliccare "Register Later" senza troppe domande alle schermate di registrazione, e a non scomporsi o a chiedere spiegazioni alle affermazioni "è passato un mese, occorre reinstallare". Infatti sa che le spiegazioni potrebbero creare problemi che preferisce ignorare.


Il comportamento
Ma per riuscire in queste imprese, il sistemista Linux ha dovuto pagare un prezzo, evolvere e adattarsi. Questi adattamenti si notano nel suo comportamento istintivo. Innanzitutto ha una caratteristica inusuale che non si trova in nessuno dei suoi cugini, chiamata "passione".

Questa particolare forma di adattamento si manifesta con comportamenti alquanto bizzarri. Il sistemista Linux infatti spesso non va via dal lavoro alle cinque in punto, smettendo di lavorare mezz'ora prima, come è comune tra i suoi cugini. Invece tende a protrarre il suo orario di lavoro oltre le sei, le sette, le otto, di solito con la motivazione "devo finire di compilare il kernel per la nuova scheda di rete".

Ma questo è solo il primo di una serie di comportamenti che lo distinguono da tutte le altre specie della famiglia dei sisteminidi. Per esempio, quando un utente (un protetto del suo datore di lavoro) ha un problema di stampa, non considera "far stampare un windows" il compito fastidioso che lo fa pensare alle dimissioni.

Con estremo stupore, vede nella compatibilità Linux con Windows la sfida suprema, il fine ultimo della sua vita. E quando lotta a sangue per configurare il file server Samba, si sente appagato; è felice quando è immerso nei casini più profondi, e lo si vede aggirarsi tra le macchine della sala server mormorando "non funziona un ca***o".

Il sistemista Linux ha anche la tendenza a eseguire un curioso rituale per comunicare al capo branco (il responsabile EDP) la vittoria. Il rituale, sempre uguale, che si tramanda da secoli e che si presume essere istintivo e non appreso, è il seguente:

Il sistemista Linux entra all'improvviso nella stanza del capo, solitamente senza bussare e mentre questi sta parlando con l'amministratore delegato. Il nostro protetto reca in dono al capo alcuni fogli con su scritto "Pagina di prova della stampante". Dopodiché il sistemista urla "Funziona!!!" e esegue un balletto in cui ripete la suddetta frase (si presume di significato magico) girando in tondo tre o 4 volte. Il rituale termina quando viene buttato fuori, con minacce di licenziamento, nel preciso momento in cui si appresta a spiegare come ha fatto.


Rapporti con i simili
E' affascinante osservarlo quando si relaziona con i suoi simili. Tende a parlare di argomenti religiosi come il token kerberos che si deve prendere con il modulo PAM. E' impressionante la sua conoscenza dei testi sacri, che recita a memoria, spiegando ai suoi cugini "quale è la differenza tra un workgroup, un dominio e un active directory per l'autenticazione".

I suoi cugini infatti, che dovrebbero esserne esperti, sono abituati a ignorare del tutto queste informazioni, a saperle solo quando si devono certificare M$XE (cioè solo quando cambiano lavoro). Di solito infatti le installazioni vengono fatte (gratis) da chi gli ha venduto (a caro prezzo) la licenza. L'assenso all'acquisto viene dato quando si legge nell'offerta la frase sacra "licenza software, installazione compresa".


Una caratteristica innata, che favorisce la sopravvivenza dei cugini, è che quando i sistemi hanno dei problemi di configurazione, viene rilasciata una nuova versione del software. Per questi motivo si ha la bizzarra caratteristica naturale, che il sistemista Linux è più esperto di Windows dei sistemisti Windows, e i cugini vanno a chiedere consiglio a lui.

Naturalmente il subdolo cugino pone le domande sempre nel modo in cui il nostro protetto non può resistere. Ovver in forma di sfida "vuoi vedere che il tuo linux non è capace, come il mio windows, di collegare in trust il vecchio dominio"? "Certo che può" "E come fa?". Allora il sistemista Linux per esemplificare prima spiega come si fa Windows, dando la risposta alla domanda che il primo voleva, e poi rimane solo quando spiega come si fa, "in modo meno facile ma più efficiente" con Linux.


I Predatori
Il sistemista Linux è una specie in pericolo, continuamente minacciata da un tipo di predatore molto subdolo chiamato "Commerciale Microsoft". In realtà il predatore non cerca di cibarsi direttamente di lui, ma del cibo che viene offerto dal suo datore di lavoro, di solito su proposta dei suo cugini sistemisti Windows, che vengono a loro volta da lui cibati.

Questo predatore infatti si ciba dello stesso cibo del nostro protetto, e pertanto rischia di affamarlo, allontanando da lui la fonte di cibo principale, trasformando il suo habitat in un ambiente a lui ostile, o costringendolo a mutare in uno dei suoi cugini. Mutazione che gli è, nella maggior parte dei casi, fatale. Quindi questo tipo di commerciale è il suo più temuto nemico. La lotta tra i due si tramanda da millenni e si svolge seguendo uno schema che è quasi sempre lo stesso.

Solitamente al primo assalto del predatore, il nostro protetto soccombe. Infatti il commerciale generalmente va nell'ufficio del capo vestito in giacca e cravatta di tutto punto, e arriva puntuale alle 9 e 30 di mattina. Quando il sistemista Linux arriva al lavoro, solitamente la lotta per la difesa del territorio è già in parte persa.

Infatti sono le 10.45, e già da più di un'ora il commerciale ha raccontato un nutrito numero di barzellette e storielle sulla gente che crede di risparmiare con Linux, e si ritrova invece a spendere una barca di soldi in gente inaffidabile, che arriva in ritardo al lavoro, parla un gergo strano e incomprensibile, è incazzosa, e ha atteggiamenti di ostilità per partito preso nei confronti di Windows.

Il sistemista Linux, vestito in jeans, e sporco perché è stato sotto gli armadi della sala server, risponde all'attacco in modo scomposto. Cerca di giustificare il ritardo sul lavoro: di solito spiega che ha fatto tardi, perché la sera precedente ha dovuto risolvere una serie di dipendenze degli rpm: infatti ha dovuto installare la nuova versione del server apache, perché le agenzie non si connettono per colpa di un bug nell'SSL di internet explorer.

Purtoppo il capo non sa cosa sono gli rpm e le dipendenze, e capisce solo che come al solito è in ritardo, che le cose non funzionano, che quello che dice è incomprensibile, e che se la sta prendendo con qualcosa di Windows (c'è ne è sempre una). Al che il commerciale osserva che "forse il bug è di Linux"; al che il sistemista Linux perde completamente la battaglia: si incazza come una iena, e comincia a inveire contro Bill Gates monopolista. A questo punto viene cortesemente fatto accomodare, perché la sua presenza non è più necessaria per la riunione.

La sera va alla firma dell'amministratore delegato l'ordine per il nuovo Windows 2003 Server super scontato, che deve sostituire il file server samba tanto faticosamente reso funzionante dal sistemista Linux. Le motivazioni addotte sono "perché ha l'active directory che consolida i domini", indipendentemente dal fatto che esista un solo dominio e il capo non abbia idea di cosa serva l'active directory.


difese naturali
Per difendersi da questi attacchi il nostro protetto ha sviluppato una serie di sottili difese che gli consentono di sopravvivere. Innazitutto la scelta della femmina: la sua livrea nottura (l'h4ck3r) è terribilmente attraente per figlie di amministratori delegati che si oppongono al potere plutocratico.

Pertanto il pericolo, ovvero l'ordine per il Windows Server 2003 viene avvistato in tempo: la figlia dell'amministratore delegato è la sua ragazza. A quel punto, con estremo dolore, ma necessario per la sua sopravvivenza, comincia a studiare i listini Microsoft e a comunicare con i suoi fratelli con il tam-tam delle mailing list, e scopre quali programmi dovranno essere OBBLIGATORIAMENTE aggiornati con l'installazione del nuovo super server "ultra scontato".

Il nostro protetto avverte quindi i suoi simili (e in particolare il suo capo) del pericolo che incombe, facendo comparire nella bacheca accanto alla macchinetta del caffè, un grafico dei costi di aggiornamento degli ALTRI software, che dovranno essere affrontati dall'azienda in conseguenza dell'acquisizione del nuovo server. In effetti il sistemista Linux è incapace di fare grafici e analisi di costi. Il grafico di solito viene fatto dalla fatto la femmina, che studia economia alla Bocconi, e per di più con Excel (cosa che gli avrebbe causato rigurgiti e problemi di vista).

Ma la strategia di difesa di solito funziona: l'ordine viene annullato "su consiglio del capo, in seguito ad una più approfondita analisi what-is della dinamica dei costi". E il sistemista Linux, ancora una volta, è riescito a difendere il suo habitat dal suo predatore naturale.


:ciao:
Ultima modifica di Kubu il 29 lug 2004, 14:19, modificato 2 volte in totale.
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Messaggiodi lordmark » 29 lug 2004, 14:17

:lol: :lol: :lol:

:ciao:
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Messaggiodi Strek » 29 lug 2004, 16:20

la copia digitale della dimostrazione
dell'ultimo teorema di Fermat che avevo trovato in soffitta della
nonna, dopo che è morta


Nell'incendio è bruciata
la copia cartacea della dimostrazione dell'ultimo teorema di Fermat.
Non importa, non trattava di Linux


:lol:

pazzesco! Offro una birra a chi l'ha capita!

:bier:
Ciao
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Messaggiodi luca84 » 29 lug 2004, 16:25

.....io resto a becco asciutto...eheheh
So 'gnurant....chi è che me la spiega....?
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Messaggiodi Strek » 29 lug 2004, 16:31

Sembra ironia della sorte che il problema di Fermat più famoso al mondo non nacque affatto come sfida ad altri matematici, semplicemente Fermat annotò a margine di un libro di Diofanto, in un capitolo che parlava della scomposizione di quadrati in somme di quadrati (le terne pitagoriche insomma) che mentre era possibile scomporre un quadrato in somma di quadrati non era possibile farlo per un cubo, ne per una quarta potenza, neanche per nessuna potenza maggiore di due, egli scrisse anche di avere trovato una meravigliosa dimostrazione di ciò, ma il margine era evidentemente troppo stretta per contenerla. Solo per caso, dopo la morte di Fermat si scoprì questo teorema, e si iniziò a parlare della dimostrazione di Fermat: oggi si pensa che Fermat non fosse veramente in possesso di una dimostrazione, doveva avere commesso un qualche errore, e doveva anche essersene accorto, per questo non la pubblicò mai, sono ormai pochissimi quelli che credono ancora nell'esistenza di questa fantastica dimostrazione.


tratto da:
http://utenti.lycos.it/mate_fisica/mate ... Fermat.htm
Ciao
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Messaggiodi syn » 29 lug 2004, 16:34

lordmark, quel pezzo è troppo forte!
"Fino a quando il colore della pelle non sarà considerato come il colore degli occhi noi continueremo a lottare." Che
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Messaggiodi lordmark » 29 lug 2004, 17:35

syn, :birra:
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